Meloni

Proprietà nutrizionali

di possibili origini africane (secondo alcuni invece dall'Asia, nell'antica Persia), nel V secolo a.C. il popolo egizio iniziò ad esportarlo nel bacino del Mediterraneo e arrivò in Italia in età cristiana, come raccontato da Plinio (I secolo d.C.) nel suo libro Naturalis Historia che lo uniformò al cetriolo a forma di mela cotogna. Le attuali conoscenze sulla sua diffusione nel bacino del Mediterraneo però sono state messe in discussione dalle recenti scoperte archeologiche fatte in Sardegna dove semi di melone riferibili all'età del Bronzo (tra il 1310-1120 a.C., in piena epoca nuragica), quindi in epoca ben antecedente, sono stati rinvenuti nel sito archeologico di Sa Osa a Cabras, in provincia di Oristano, poco distante dal luogo nel quale sono state trovate le statue dei Giganti di Monte Prama. Durante l'Impero Romano il melone si diffuse rapidamente (utilizzato però come verdura, servito in insalata) tanto che al tempo dell'imperatore Diocleziano, venne emesso un apposito editto per tassare quegli esemplari di melone che superassero il peso di 200 grammi. Il Melone è oggi diffuso in tutto il mondo per i suoi frutti rotondeggianti, dolci e profumati. In Italia si coltiva su circa 23.000 ettari, in gran parte (21.000 ha) in pieno campo ma anche in coltura semi-forzata o in serra. La raccolta inizia indicativamente 90-110 giorni dopo la semina e prosegue scalarmene per 15-30 giorni. I meloni vanno raccolti ad uno stadio di sviluppo ben preciso perché un ritardo compromette la serbevolezza, un anticipo compromette la qualità (almeno 10% di contenuto zuccherino). Le varietà più rinomate sono: Cantalupo, Galia, Giallo, Coda di Rospo. Anticamente il melone venne considerato simbolo di fecondità, forse in ragione dei numerosissimi semi, ed altresì associato al concetto di sciocco e goffo (uno stolto veniva chiamato mellone e una scemenza mellonaggine). Altri medici del tempo li consideravano nocivi e imputarono al melone la morte di ben quattro imperatori e due pontefici. ll melone oltre a prevenire la disidratazione, si rivelerebbe anche un ottimo alleato per la cura della bellezza. In cosmesi viene utilizzato sotto forma di maschera che tonifica la pelle, così da renderla morbida e vellutata. Cantalupo, Galia, Giallo, Coda di Rospo

Proprietà nutrizionali: ( Fonte: INRAN ) Composizione chimica - valore per 100g

  • Parte edibile (%): 47
  • Acqua (g): 90.1
  • Proteine (g): 0.8
  • Lipidi(g): 0.2
  • Colesterolo (mg): 0
  • Carboidrati disponibili (g): 7.4
  • Amido (g): 0
  • Zuccheri solubili (g): 7.4
  • Fibra totale (g): 0.7
  • Fibra solubile (g): 0.19
  • Fibra insolubile (g): 0.55
  • Alcol (g): 0
  • Energia (kcal): 33
  • Energia (kJ): 137
  • Sodio (mg): 8
  • Potassio (mg): 333
  • Ferro (mg): 0.3
  • Calcio (mg): 19
  • Fosforo (mg): 13
  • Magnesio (mg):
  • Zinco (mg):
  • Rame (mg):
  • Selenio (µg):
  • Tiamina (mg): 0.05
  • Riboflavina (mg): 0.04
  • Niacina (mg): 0.6
  • Vitamina A retinolo eq. (µg): 189
  • Vitamina C (mg): 32
  • Vitamina E (mg):

Raccolta: luglio-settembre (Fonte: ASL)

Conservabilità: la temperatura non dovrebbe mai scendere sotto i 5 °C

In cucina

si possono mangiare crudi sia come antipasto che come dessert. Si possono anche cuocere per ottenere composte e marmellate.

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